COME FARE GLI AGNOLOTTI

Ingredienti

Preparazione

Per preparare la ricetta degli agnolotti bisogna prima ditutto preparare la tipica sfoglia: unite alla farina 4 uova ed un pizzico disale e impastate per bene il tutto finchè la pasta non risulti liscia eomogenea.
Copritela quindi con uno straccio umido e lasciatelariposare per almeno ½ ora, poi rimpastatela e stendetela riducendola ad una sfoglia sottile.
Nel frattempo preparate il ripieno: fate rosolare la carneper circa 10 minuti insieme agli aromi e un pizzico di sale, quindi a cottura ultimata aggiungete la scarola, che avrete precedentemente lessato e strizzato.
Tritate il tutto con un mixer e aggiungete un uovo, un po’ di parmigiano grattugiato e continuate a impastare bene gli ingredienti.
A questo punto, servendovi di un cucchiaio, disponete il ripieno sulla sfoglia lasciando 4 cm di distanza tra una cucchiaiata di ripieno e l’altra, quindi richiudete la sfoglia schiacciandola intorno al ripieno con le dita.
Tagliate quindi i vostri agnolotti, di forma quadrata con il lato di 2 cm, servendovi di un coltello o dell’apposita rotella da cucina.
Preparate quindi il sughetto per condire i vostri agnolotti: fate rosolare in un po’ d’olio il porro e aggiungete il burro e lasciate il tutto sul fuoco basso fino a fare dorare il burro, quindi passate il tutto attraverso un colino.
Fate cuocere gli agnolotti in abbondante acqua salata per 10 minuti, scolateli e conditeli con il burro aromatizzato al porro.
Servite gli agnolotti ancora ben caldi con una spolverata di grana padano.

■ Consiglio

Questo piatto è molto sostanzioso quindi si consiglia di accompagnarlocon un secondo leggero e con un contorno a base di insalata mista.
Se volete condire i vostri agnolotti con qualcosa di più sostanzioso potete scegliere un ottimo ragù semplice o, come vuole la tradizione, un sugo a base di carne e verdure a vostro piacimento.

■ Curiosità

Per quanto riguarda il nome, sembra che agnolotto, derividal nome del cuoco monferrino Angelotu che fu il primo ad inventare questo tipo di tortello a cui venne dato il nome di “piat d’Angelot” che si sarebbe poi trasformato, col tempo in agnolotto.